Pubblicare libri senza editore: perché conviene?

Un tempo, per pubblicare uno o più libri, era necessario ricorrere alle case editrici. Oggi, con il self publishing le cose sono molto cambiante. Infatti, questa nuova forma di editoria permette di agire in autonomia, senza avvalersi degli editori. Ciò vuol dire non avere limitazioni sulle opere da pubblicare, ridurre i tempi di distribuzione ed aumentare le possibilità di guadagno.

Tuttavia, sfortunatamente in Italia vige ancora lo stigma dell’autopubblicazione come scelta di ripiego. La maggior pare degli abitanti dello stivale, di fatto, ritiene che il self publishing sia l’unica soluzione possibile per i testi di serie B, che vengono scartati dall’editoria tradizionale. Per questa ragione, chi vuole avere successo in questo campo deve puntare al mercato anglofono e non a quello italiano.

Ad aver bene inteso tale aspetto è Alessandro Arnao che da più di 3 anni genera royalties a 6 cifre e che di recente ha aperto l’Accademia del Self Publishing, dove insegna a pubblicare i testi in lingua inglese e su Amazon.com, una piattaforma di distribuzione che conta circa 1 miliardo di potenziali clienti. Il suo corso è aperto a tutti coloro che hanno voglia di mettersi in gioco e che desiderano cambiare la propria vita in meglio.

Cosa è importante avere chiaro del Self Publishing?

Oltre a quanto appena detto, in relazione al self publishing è importante sapere che non si tratta di un settore da prendere alla leggera, in quanto per riuscire ad avere successo ed a guadagnare, è necessario impegnarsi e reperire delle conoscenze fondamentali. In primis è determinante realizzare libri sugli argomenti  più gettonati dagli utenti. Per questa ragione nel suo Corso Self Publishing opinioni, Alessandro Arnao insegna ad individuare le keywords e le nicchie profittevoli, in modo da monetizzare velocemente.

Infatti, al contrario di quello che pensano molte persone, scrivere senza avere delle indicazioni precise su cosa può interessare ai lettori non porta a guadagnare, ma anzi a perdere tempo e denaro. Tuttavia, nel corso viene anche insegnato a scegliere il giusto pseudonimo (pen name), in modo da non rivelare la propria identità e con essa anche le proprie keywords, che sono la cosa più preziosa per i self publishers e che devono custodire gelosamente.

L’importanza di pubblicare più libri

Un altro aspetto su cui vale la pena di focalizzarsi, in quanto ancora non chiaro alla maggior parte delle persone che vogliono avvicinarsi al mondo del self publishing, è che bisogna pubblicare numerosi testi per sperare di raggiungere un buon guadagno. Alessandro Arnao, che è possibile seguire anche su FacebookYouTube, ne è convinto ed è riuscito, proprio con questo sistema, a creare un business a 6 cifre.

Del resto, bisogna considerare che l’interesse degli utenti tende a variare a seconda delle mode e dei trend momentanei. Pertanto un argomento che in un periodo risulta molto gettonato, in un altro può non provocare alcun tipo di interesse. La maggior parte dei corsi di autopubblicazione attualmente disponibili non tengono conto di questi punti fondamentali. Ed è proprio per questo che le persone che li seguono non riescono ad avere successo.