Centro di Studi ed Iniziative per l'Africa Occidentale
Il Centro di ricerca dell’IsIAO specializzato per gli studi e le iniziative per l’Africa Occidentale (CAO) è nato nel 2004 su iniziativa di alcuni operatori e responsabili di progetti di cooperazione gestiti da Università, ONG ed Enti locali e si propone come luogo di incontro e scambio di esperienze ed informazioni in funzione degli attuali e futuri interventi in Africa Occidentale anche al fine di evitare dispersioni e duplicazioni delle iniziative. Il Centro è diretto dalla Senatrice Tullia Carettoni, coadiuvata da un Comitato Scientifico di cui fanno parte personalità di riconosciuta competenza ed esperienza. Il CAO ha ottenuto il patrocinio della Commissione Nazionale UNESCO e della Conferenza dei Rettori delle Università italiane. Attualmente aderiscono al Centro le Università di L’Aquila, Bergamo, Brescia, Camerino, Firenze, Pavia, Roma (La Sapienza, Tor Vergata), Sassari, Venezia; numerosi Enti locali (tra i quali i Comuni di Firenze, Genova, Roma, Torino, Venezia e le Regioni Piemonte, Toscana, Veneto); alcune ONG (tra le quali il FORUM Internazionale delle donne del Mediterraneo e IPAZIA Programma UNESCO dedicato alle donne scienziato del mondo). Il CAO si è dotato di un sito internet al fine di facilitare la comunicazione e la diffusione delle iniziative portate avanti e di promuovere un Forum di discussione tra i partecipanti. Tra le iniziative promosse dal CAO particolare rilievo ha avuto il Corso di Perfezionamento in Studi Africani, svoltosi da gennaio a giugno 2006 per un totale di 162 ore di didattica frontale, a carattere multidisciplinare, organizzato in collaborazione con alcune Università italiane. Una seconda edizione del Corso, incentrato sul tema dell’Economia e della Governance in Africa prenderà l’avvio nel gennaio 2007 e sarà articolato nei seguenti moduli: 1- Inquadramento storico-politico; 2- Inquadramento geografico e antropologico-economico; 3 - L’Africa e l’economia mondiale; 4 - Cooperazione, sviluppo e società in Africa; 5 – Microfinanza, microcredito e commercio solidale; 6 – Governance. Obiettivo del corso è quello di fornire ai partecipanti un alto livello di conoscenza delle problematiche di ordine politico, economico, sociale e culturale del continente africano, e una specifica preparazione ad affrontare professionalmente i problemi dello sviluppo economico e della società civile dei Paesi africani. http://www.cao.isiao.it centroafricaoccidentale@isiao.it
Centro di studi e ricerche sul mondo islamico
Il Centro, diretto dal Prof. Gianroberto Scarcia, si postula sia come consulente sulle iniziative dell’IsIAO specificatamente dedicate all’Islam sia come promotore ed esecutore di specifici programmi, aventi come oggetto il mondo musulmano, inteso come quell’insieme di paesi e di popoli che rivendicano l’Islam come loro elemento identitario primario.
Sul primo versante, quello della consulenza, il Centro ha avviato alcune proposte di incontri, conferenze e simili, la cui concreta programmazione è stata, però, ad opera dell’IsIAO.
Sul secondo versante, invece, il Centro ha organizzato le sue prime manifestazioni pubbliche. Rientra in quest’ambito la giornata di studi italo-uzbeca. Essa si è configurata come una prima e preliminare disamina delle potenzialità, nell’ambito della ricerca, presenti in Italia e in Uzbekistan nella prospettiva di ulteriori e strutturate relazioni da realizzare sotto l’egida dell’IsIAO con la specifica competenza del Centro.
La giornata si è strutturata in due parti, la prima volta a illustrare i progetti, alcuni in fase di avanzata realizzazione, in sede archeologica e storico-artistica; la seconda tesa a individuare i settori storico-islamistici nei quali una collaborazione risulterebbe particolarmente efficace. Gli studiosi uzbechi, appartenenti in gran parte alla sezione orientalistica dell’Accademia delle scienze di Tashkent, hanno offerto una ricca panoramica del patrimonio manoscritto in loro possesso, enormemente sottostudiato a causa della precedente situazione del paese ma oggi aperto al mondo accademico internazionale che voglia stipulare, nei termini adeguati, un continuativo rapporto con l’Accademia uzbeca. Mentre si sta procedendo alla pubblicazione degli Atti, che usciranno con una triplice intestazione, IsIAO-Centro, e le due istanze uzbeche principalmente interessate, il Servizio archeologico di Bukhara e la già menzionata Accademia di Tashkent, va rilevato l’incontro del Presidente dell’IsIAO con gli intervenuti, finalizzato al potenziamento della relazione di cui sopra.
Il Centro ha, altresì, messo a punto un progetto di ricerca sulle realtà religiose nell’Oceano Indiano, realtà da analizzare in relazione a tre parametri: — il transfert di popolazioni, fenomeno tipico dei paesi costieri dell’Oceano Indiano; — il computo del tempo, quale spia della sopravvivenza e del riaffiorare di sostrati culturali apparentemente perduti a causa dei processi di islamizzazione; — i sincretismi religiosi operatisi nel tempo, all’interno dell’Islam o per sua più o meno diretta influenza.
Centro di Medicina Tradizionale
Tutta l’attività del Centro, diretto dal Prof. Giorgio Monaco, si è concentrata recentemente sull’importanza dell’elettromagnetismo e della medicina quantica nella decodificazione della Medicina Tradizionale. In una concezione del mondo nella quale è stata confermata l’identità tra materia ed energia e l’interscambiabilità tra particelle e onde è evidente come la luce, il suono, le onde elettromagnetiche, possano creare forme e situazioni diverse. Gli elettroni ruotanti su se stessi e l’elica vibrante del DNA sono in sintonia con il concetto del mondo tradizionale come vibrazione armonica sino al punto in cui, intervenendo una disarmonia, si attiva uno squilibrio che porta alla malattia. Il principio dei cinque elementi alla base della medicina energetica cinese, può essere associato alle cinque note principali della scala musicale e collegato ai 12 meridiani dell’agopuntura. Da millenni, del resto la Medicina Ayurvedica insegna che la salute è uno stato psicofisico in cui le vibrazioni dell’uomo sono in armonia con le vibrazioni del cosmo. La Bioenergetica pertanto, legata alla meccanica quantistica, ribadisce che l’essere umano non è un insieme di organi isolati, ma un sistema nel quale l’armonia vibrazionale rappresenta il presupposto essenziale per lo stato di salute. Questo concetto, alla base di tutti i sistemi medici tradizionali specie quelli orientali, sta riguadagnando terreno nella comunità scientifica internazionale grazie alle più recenti conquiste della fisica bioatomica. La geobiologia e il geomagnetismo non più collegati ad interpretazioni esoteriche, hanno dimostrato recentemente che le caratteristiche elettromagnetiche di taluni territori influenzano positivamente o negativamente la salute dell’uomo. Dai dolmen alle Cattedrali gotiche, era risaputo che anche l’energia della Terra segue precisi canali, ma si deve a scienziati moderni come Hartman e Curry la dimostrazione di precise griglie geomagnetiche. La geobiologia ha individuato zone perturbate sin dall’antichità ma la fisica quantistica permette oggi la tipizzazione di precisi parametri per il mantenimento dell’omeostasi dinamica. La biocibernetica (modalità di compartecipazione dinamica di sistemi di autoregolazione) è misurabile attraverso apparecchi elettromagnetici che individuano e memorizzano le informazioni patologiche che disturbano l’armonia delle onde e quindi dello stato di salute. Compare quindi sullo scenario scientifico mondiale negli ultimi anni la biofisica che getta un ponte fra le concezioni tradizionali orientali con la fisica della materia e dell’energia. Gli esseri viventi, quindi, non vanno più compresi solo alla luce della biochimica ma vanno considerati a tutti gli effetti come “sistemi aperti” che mediante assorbimento di energia dal sole, dal cibo e dalla respirazione, costituiscono strutture spazio-temporali “coerenti”.
Centro di Bioarcheologia
Il Centro di Bioarcheologia dell’ISIAO, diretto dal Prof. Lorenzo Costantini, svolge la sua attività nel campo delle ricerche biologiche applicate all'archeologia, curando in particolare le indagini finalizzate al recupero, analisi, studio e conservazione dei resti biologici preservati nei depositi archeologici per la ricostruzione del paesaggio vegetale e dell’agricoltura del passato. Inoltre, in collaborazione con il settore “Analisi e microscopia elettronica a scansione” del Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma, il Laboratorio svolge ricerche mirate alla caratterizzazione dei materiali organici ed inorganici, attraverso indagini non distruttive con l’utilizzo di tecnologie avanzate.
Programmi di ricerca e accordi di collaborazione sono in atto con le seguenti Istituzioni: Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma, Missione Archeologica Francese in Pakistan del CNRS, Musée National des Arts Asiatiques Guimet (Parigi), Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR, Istituto Universitario Orientale di Napoli, Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, Università di Roma “La Sapienza”, International Plant Genetic Resources Institute (IPGRI).
All’interno dei programmi di ricerca del Centro Scavi e Ricerche Archeologiche in Asia dell’Istituto e in collaborazione con missioni archeologiche italiane e straniere, il Centro ha svolto e svolge indagini di campo e studio di materiali relativi a:
Iran: Resti vegetali e residui alimentari del sito Shahr-i Sokhta.
Sultanato di Oman: Vegetali carbonizzati e resti entomologici del sito di RJ2.
Pakistan: Vegetali carbonizzati, impronte e pollini del sito di Mehrgarh. Vegetali carbonizzati e pollini del sito di Nausharo. Vegetali carbonizzati e pollini del sito di Pirak
Thailandia: Impronte di vegetali su ceramica del sito di Tha Kae
Italia: Macroresti vegetali carbonizzati del sito di Vivara (NA). Macroresti vegetali carbonizzati del sito di Pizzica Pantanello, Metaponto (MT). Macroresti vegetali carbonizzati dai siti di epoca arcaica del Palatino, Roma.
I risultati dell’attività effettuata dal Centro di Bioarcheologia sono stati presentati a Convegni, Seminari, Incontri di studio attraverso comunicazioni, conferenze, posters e pubblicati in riviste nazionali e internazionali o negli atti dei Convegni.
Convegni, Seminari, Incontri di studio
— Convegno a Teheran 23 gennaio Intervento: “Archaeobotany and the History of Crop Plants”.
— 5th Multinational Congress on Electron Microscopy, Lecce 20 – 25 settembre
— Poster: “VP SEM application for nonconductive archaeological material: the insect remains of RJ-2, Sultanate of Oman.
— Secondo Convegno Multidisciplinare “Il vetro in Italia meridionale ed insulare”, Napoli 5-7 dicembre. Relazione: “Sul contenuto di una ampolla in vetro da Scafati”.
Mostra e poster
— Antica Persia: allestimento di una sezione della mostra per illustrare le ricerche archeobotaniche e bioarcheologiche condotte nel sito di Shahr-i Sokhta nel periodo 1972-1978.
— Realizzazione di un poster in italiano e persiano dal titolo: Indagini archeobotaniche sul contenuto dei vasi di corredo di due tombe della necropoli di Shahr-i Sokhta, Sistan, Iran.
Pubblicazioni
— Costantini L., Costantini Biasini L., 2001, I resti vegetali carbonizzati di Vivara. In: La ricerca archeologica a Vivara e le attività dei laboratori dell’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, pp. 83-87. Napoli.
— Costantini L., 2001, Il contributo italiano alle ricerche di botanica archeologica in Iran. Antica Persia. I tesori del Museo Nazionale di Tehran e la ricerca italiana in Iran. Catalogo mostra, pp. XXVII-XXIX. Roma.
— Costantini L., 2001, Bioarchaeology and Plant Genetic Resources, IPGRI Newsletter for Europe, n° 20, p. 1.
— Costantini L., Biasini Costantini L., Audisio P., 2001, VP SEM application for nonconductive archaeological material: the insect remains of RJ-2, Sultanate of Oman. In: Dini L. e Catalano M. (eds.), Proceedings 5th Multinational Congress on Electron Microscopy, pp. 47-48. Lecce.
— Costantini L., Giorgi J., 2001, Charred plant remains of the Archaic period from the Forum and Palatine, Journal of Roman Archaeology 14, pp. 239-248.
— Costantini L:, Costantini Biasini L., 2001, La ricerca archeobotanica nella chora di Metaponto: quadro storico e prospettive future. In: Atti del Quarantesimo Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Problemi della chora coloniale dall’occidente al Mar Nero, pp. 423-434. Taranto.
Missioni — Missione in Iran per partecipare alle attività di scavo del sito di Shahr-i Sokhta e per incontri con i responsabili dell’ICHO (Iranian Cultural Heritage Organization). 11 – 25 gennaio.
Centro di Lessicografia
Sono proseguite le attività facenti capo ai progetti per i dizionari relativi alle lingue letterarie dell’Asia cosiddette ‘maggiori’, che hanno costituito priorità del Centro di lessicografia (condotto ormai da molti anni in cogestione scientifico-organizzativa e in regime di cofinanziamento con l’Orientale di Napoli) fin dalla sua istituzione: (1) il Dizionario cinese-italiano; (2) il Dizionario hindi-italiano; nonché relative a due progetti etimologico-comparativi in lingua inglese: (1) Etymological-comparative Dictionary of the Balochi language e (2) Cushitic Etymological Database; sono inoltre proseguiti in varia forma preliminare e sperimentale (senza alcun carico finanziario per l’IsIAO) quattro nuovi progetti approvati nel giugno 1999 dal Consiglio scientifico del Centro, cioè: (1) edizione aggiornata in CD-ROM del Dizionario indonesiano-italiano; (2) Dizionario malese-italiano; (3) Dizionario della terminologia cinese delle emozioni; (4) Dizionario vietnamita-italiano. Essendo ormai da vari anni stati considerevolmente ridotti sia da parte IsIAO che da parte Orientale i finanziamenti ai progetti di tradizione pluriennale sopra ricordati, le relative programmazioni hanno dovuto essere drasticamente riformulate; si trovano pertanto in fase di revisione avanzata i soli Dizionario cinese-italiano e Dizionario hindi-italiano. Il Dizionario cinese-italiano, secondo un calcolo provvisorio molto prossimo alla realtà, consterà di 2200 pagine e di 120.000 lemmi, oltre a 25 appendici varie (incluse nel numero totale di pagine sopra esposto). Attualmente è in corso la quinta rilettura delle bozze e l'inserimento delle correzioni che si rendono necessarie, oltre al conseguente adeguamento della numerazione delle pagine e dei titoli correnti. La consegna del testo definitivo camera-ready è prevista per la fine del presente anno, e attualmente è stato preparato un piano operativo (completo di parametri tipografici come corpo, formato, copertina, titolo, frontespizio) che ne prevede la stampa entro il termine massimo di due anni. Per il Dizionario hindi-italiano, per il quale era stata prevista la consegna definitiva all’editore entro il 2005 (data ora posposta, per diminuiti finanziamenti come sopra accennato), e per il quale la parte relativa alla lingua hindi in caratteri nagari è stata completata e rivista, è in corso l’ultima revisione delle traduzioni italiane, della graduazione dell’ordine dei traducenti per ciascuna voce hindi, e del sistema dei rimandi incrociati tra le voci; permane incertezza in ordine all’inserimento di circa 30 tavole terminologiche finali (attualmente in forma di bozza non rivista). Questi due dizionari saranno rispettivamente il secondo e il terzo ad essere pubblicati nella specifica serie lessicografica inaugurata con il primo prodotto editoriale del Centro, il Dizionario indonesiano-italiano, Roma 1998. Le attività del Database etimologico cuscitico (DBEC) sono proseguite grazie ad un assegnista di ricerca attivo dal 2003 presso il Dipartimento di studi su Africa e paesi arabi dell’Orientale, specializzato alla raccolta, revisione e immissione dei dati etimologici; è stata completata l’immissione nel database del disponibile a stampa, e iniziata una prima revisione. A partire dal 2003, anno in cui il direttore del progetto prof. Banti ha stipulato un accordo con la seconda cattedra di africanistica dell’Università di Amburgo ai fini della immissione del Database etimologico cuscitico nel più generale progetto italo-tedesco African electronic corpora (AEC), si è potuto fare ricorso ai materiali raccolti ad Amburgo. Il Database etimologico cuscitico è inoltre stato recentemente accorpato con un progetto pure in corso di svolgimento presso il Dipartimento africanistico dell’Orientale sotto la direzione delle professoresse E. Bertoncini e M. Toscano (Unità di lessicografia per la lingua swahili), sotto la più comprensiva denominazione Lessicografia e concordanze elettroniche di lingue dell’Africa orientale (LECELAO) e la direzione congiunta dei proff. G. Banti e E. Bertoncini (entrambi ordinari del Dipartimento africanistico dell’Orientale). Entrambi i progetti mirano a portare la strumentazione della linguistica africana al di là della semplice escussione degli informatori di madrelingua (1) ampliando il corpus di testi già disponibili in formato elettronico, e mettendo a punto gli strumenti per la sua analisi ed utilizzazione su CD e on-line, e (2) sviluppando gli strumenti lessicali descrittivi e storici in formato digitale. Nel 2004 si è ulteriormente ampliato il corpus di testi in formato elettronico per le cinque lingue su cui verte il progetto (oromo, saho, somalo, swahili, e zulu). Particolarmente utile a questo riguardo è stata la collaborazione con l’associazione Ethnorema, due dei cui soci (Moreno e Roberta Vergari) sono impegnati in un progetto sulla lingua saho in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Eritrea; tale progetto ha già prodotto un dizionario saho-inglese-italiano, numerosi materiali didattici per le scuole saho, e una ricca messe di testi saho sia nuovi che tradizionali, quali proverbi, testi a carattere poetico, e racconti, materiali tutti entrati nel database del LECELAO. Il database lessicografico swahili-italiano on-line è stato incrementato a 4500 lemmi, consultabili alla pagina web: http://www.iuo.it/diprapa/swahili_leksikoloja/uwazo/areariservata/scelta.asp>. Il progetto per l’Etymological-comparative Dictionary of the Balochi language, che ha potuto usufruire di fondi in cofinanziamento MIUR per gli anni 2001-2002 finalizzati alla preparazione di una versione Concise (1800 voci del lessico di base interdialettale), ha predisposto una bozza semidefinitiva in lingua inglese di circa 500 pp. sotto forma di database informatizzato); questo Concise etymological Dictionary costituirà il quarto volume della serie lessicografica dell’IsIAO sopra menzionata (stampa prevista tra 2005 e 2006, previa revisione finale per l’aggiornamento della bibliografia più recente; la bozza è in lingua inglese già rivista da traduttori professionisti, con costi a suo tempo posti a carico del relativo progetto a finanziamento MIUR). La preparazione dell’edizione aggiornata in CD-ROM del Dizionario indonesiano-italiano è proseguita soprattutto tramite l’aggiunta di varie centinaia di voci ed esempi effettuata (in mancanza di specifici finanziamenti) dal direttore e da uno specialista di madrelingua residente in Roma; i lavori del Dizionario malese-italiano e del Dizionario vietnamita-italiano sono provvisoriamente sospesi in attesa di reperimento di specifici finanziamenti. Il progetto relativo al Dizionario della terminologia cinese delle emozioni diretto dal prof. Santangelo è proseguito con diversi finanziamenti (inclusi quelli della Chiang Ching-Kuo Foundation) e, in vista della preparazione di specifici glossari e della Encyclopedia of Emotions, è stato pubblicato un volume di fondamenti teorici della ricerca dall’editore Brill di Leida (P. Santangelo, Sentimental education in Chinese history, An interdisciplinary textual research on Ming and Qing sources, Leiden-Brill 2003, dove alla pag. ix sono menzionati i finanziamenti finalizzati al progetto a suo tempo provenuti da IsIAO e Orientale). Il Dizionario urdu-italiano e il Dizionario coreano-italiano, in mancanza di specifici finanziamenti, hanno proseguito attività minimali di revisione a cura dei rispettivi direttori. Particolare ritardo ha subìto la programmazione del Dizionario giapponese-italiano, per motivi a suo tempo riferiti al Consiglio scientifico del Centro di lessicografia dell’IsIAO e connessi contemporaneamente a mancanza di finanziamenti adeguati, a perdita di personale con formazione specifica, e a temporaneo incarico all’estero del direttore scientifico; un recupero parziale del ritardo (consigliabile data la centralità dell’attenzione alla cultura giapponese nell’attuale congiuntura europea) sarebbe possibile mediante il reperimento (più verosimile in Giappone) di uno sponsor che permetta l’impiego di maggiore quantità di forza lavoro qualificata, linea d’azione che potrebbe essere praticabile anche per il Dizionario coreano-italiano (di quest’ultimo dizionario è stata appurata la sentita necessità, in connessione ai numerosi operatori economici attivi nell’interscambio dei due paesi). Per tutti e tre questi progetti è conservata, negli archivi (cartacei ed elettronici) del Centro, notevole quantità di schedature di base (di rilevante valore). Resta ancora nella fase di progettazione preliminare il dizionario pahlavi di dimensioni medio-grandi (progetto lessicografico internazionale per la pubblicazione in lingua inglese elaborato congiuntamente con istituzioni scientifiche israeliane sotto la direzione scientifica generale di Shaul Shaked), cui l’IsIAO ha approvato l’adesione in linea di massima; una riunione generale dello staff scientifico (che conta 28 studiosi di 13 paesi), volta alla verifica dei materiali preliminari, si è tenuta presso l’IsIAO il 20 settembre 2005.
Centro per le Relazioni Italo-Arabe
Il Centro per le Relazioni Italo Arabe dell’IsIAO si è adoperato per il rilancio a tutti i livelli dell’interesse culturale nei confronti del mondo arabo promuovendo incontri e conferenze. Il Centro inoltre si è occupato dell’intrattenimento dei rapporti con il Centro Italiano di Studi per la Conciliazione al fine di assicurare l’uscita, nella collana “Quaderni”, di monografie relative ad aspetti politici e diplomatici tra Italia e paesi islamici. Notevole è risultata l’attività per la ripresa delle pubblicazioni della rivista “Levante” in vista della quale si è provveduto alla redazione ed alla raccolta dei contributi da inserire nei prossimi numeri. Il Centro cura il tradizionale mantenimento delle relazioni con le rappresentanze diplomatiche arabe di Roma, e prosegue l’attività di orientamento di numerosi laureandi impegnati nella redazione di tesi di laurea riguardanti realtà antiche e moderne dei paesi arabi.