Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente

L’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO) è stato istituito con la legge 25 novembre 1995, n. 505, ma vanta una storia lunga e autorevole. È infatti il risultato dell’unione di due istituti di fama internazionale, l’Istituto Italo-Africano (IIA) e l’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO), dei quali continua a perseguire le finalità, salvaguardandone il patrimonio di competenza ed esperienze.

Istituto per il Medio ed Estremo Oriente

L’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO) venne fondato come ente morale nel 1933 con il Regio decreto n. 142. Giovanni Gentile ne fu il primo presidente, Giuseppe Tucci il vicepresidente esecutivo. Scopo dell’Istituto era di promuovere i rapporti culturali tra l’Italia e l’Asia centrale, meridionale e orientale e di studiare i problemi economici di quei paesi. L’attività rivolta agli aspetti politico-economici è documentata dalla consistente attività editoriale del primo decennio di vita dell’Istituto: numerose monografie e i periodici Bollettino dell’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente (1935) e Asiatica (1936-1943). Essi restarono però sempre in secondo piano rispetto ai programmi culturali e scientifici che furono fin dall’inizio ispirati all’attività di ricerca di Giuseppe Tucci: risultati eccezionali furono ottenuti dalle sue lunghe e frequenti spedizioni in Tibet che, iniziate nel 1929 ancora prima della fondazione dell’Istituto, continuarono poi fino al 1948 nell’ambito delle attività dell’IsMEO.La seconda guerra mondiale segnò una battuta d’arresto tra il 1943 e il 1947, ma l’attenzione rivolta negli anni precedenti più alla conoscenza e allo studio delle culture orientali che agli scopi politico-economici previsti dal primo statuto aveva creato un patrimonio durevole di esperienze, conoscenze e rapporti con il mondo scientifico internazionale che potè essere messo pienamente a frutto nel dopoguerra. Nel novembre 1947 inizia infatti la presidenza di Giuseppe Tucci e riprende appieno l’attività scientifica dell’Istituto: si inaugura una nuova fase dell’attività editoriale dell’IsMEO con l’avvio, nel 1950, della “Serie orientale Roma” e del periodico in lingua inglese East and West, che raccolgono monografie e articoli di carattere storico, filosofico, filologico risultato di ricerche di studiosi italiani e stranieri; nel 1951 riprendono su nuove basi i corsi di lingue orientali; tra il 1950 e il 1955 vengono organizzate nuove spedizioni in Nepal, seguite presto dall’avvio delle campagne archeologiche in Pakistan nel 1956, in Afghanistan nel 1957 e in Iran nel 1959; vengono allestite mostre d’arte orientale che non hanno precedenti per rilevanza dei pezzi esposti e per afflusso di pubblico come quelle sull’arte cinese (1954), iranica (1956), del Gandhara (1958) e dell’Afghanistan (1961); dal 1960 all’attività archeologica si unisce quella di restauro e conservazione dei monumenti con interventi a Kabul, Ghazni (Afghanistan), Persepoli e Esfahan (Iran); negli anni ‘60 inizia la pubblicazione dei rapporti di scavo e restauro in due nuove serie edite dall’Istituto.

Nel 1978 Sabatino Moscati succede per un breve periodo a Giuseppe Tucci alla presidenza dell’Istituto. Quindi, dal 1979, la presidenza è assunta da Gherardo Gnoli. Interrotte forzatamente tra il 1978 e il 1979 le missioni in Afghanistan e Iran, s’intensificano d’altra parte le attività già avviate in Pakistan e si aggiungono nuove missioni in Thailandia, Nepal, Giordania, Oman, Yemen, Sudan, Ungheria e Turkmenia, ampliando così le prospettive di ricerca dell’IsMEO e l’attenzione per le interrelazioni tra Asia, Europa e Africa.

Istituto Italo-Africano

L’Istituto coloniale italiano nasce nel 1906 per volontà di un gruppo di politici, esploratori, diplomatici, professori universitari, che nello Statuto indicarono come fini istituzionali del nuovo organismo l’illuminare il paese intorno all’azione coloniale sia dello Stato sia privata, intesa a sviluppare la vita economica delle nostre colonie e a dirigere opportunamente la nostra emigrazione; promuovere e incoraggiare la diffusione della cultura coloniale e la preparazione tecnica alle iniziative coloniali”. Già nel 1908 il sodalizio veniva elevato a ente morale.Il ruolo dell’Istituto, di portavoce non ufficiale del governo, è confermato nel 1919 dall’organizzazione del convegno nazionale per il dopoguerra nelle colonie, ove vennero anticipate le rivendicazioni italiane in campo coloniale alla conferenza di pace di Versailles. Pure del 1919 è la creazione di corsi di studi coloniali, sotto la direzione di Gennaro Mondaini, studioso di storia e di diritto coloniale italiano. Fin dalla sua creazione l’ICI si dotò di un organo, la Rivista coloniale, che ne riproponeva la duplice natura, scientifica e pragmatica: nei 22 anni di pubblicazione il periodico ospitò studiosi insigni in materia coloniale, fra i quali Enrico Catellani, Enrico Cerulli, Carlo Conti Rossini e Gennaro Mondaini.

Durante il regime fascista l’Istituto fu anche strumento di propaganda coloniale con il nome di Istituto coloniale fascista (1928-1937) e poi di Istituto fascista dell’Africa italiana (1937-1947).

A guerra conclusa l’Istituto, denominato dal 1947 Istituto italiano per l’Africa, cercò una legittimazione su nuove basi nella difesa dei diritti dei lavoratori italiani nei paesi ex-coloniali e soprattutto nella diffusione nel nostro paese della conoscenza delle espressioni culturali africane. L’organizzazione a Roma, nel 1947, del congresso nazionale per gli interessi italiani in Africa e nel 1959 del secondo congresso internazionale degli scrittori e degli artisti neri testimonia tale duplice intento. Nel 1965 l’assunzione della direzione dell’organo dell’Istituto, Africa, da parte dello storico Teobaldo Filesi conferma l’orientamento scientifico del periodico e in generale dell’Istituto.

Nel 1956, a seguito della soppressione del Ministero dell’Africa Italiana, l’Istituto italiano per l’Africa viene profondamento ristrutturato, elevato a ente di diritto pubblico e sottoposto alla vigilanza del Ministero degli affari esteri. La legge di riordinamento strutturale e funzionale specificava i beni, le attrezzature e le attività scientifiche e culturali, già appartenenti al Ministero dell’Africa italiana, che entravano a far parte del patrimonio dell’Istituto, come la biblioteca, o che venivano attribuiti in amministrazione o in deposito, come le raccolte del museo.

Il nuovo Statuto dell’Istituto italo-africano (IIA, nuova denominazione dal 1971) approvato nel 1987, assegnava ad esso il compito di promuovere lo sviluppo dei rapporti di cooperazione, solidarietà e amicizia italo-africana e, al contempo, studi e ricerche sull’Africa. In questa fase è stata determinante l’azione del segretario generale Luigi Gasbarri.

L'organigramma

ORGANIGRAMMA DELL’IsIAO
2008-2012

Presidente
Prof. Gherardo GNOLI

Vice Presidente
Dott. Pio MASTROBUONI

Presidente onorario
Sen. Prof. Tullia CARETTONI

Direttore generale
Dott. Umberto SINATTI

Dirigente amministrativo
Dott. Cesidio Morgani

Consiglio di amministrazione

Rappresentanti dell’Assemblea dei Soci

Prof. Vanni BELTRAMI
Prof. Lionello LANCIOTTI
Dott. Pio MASTROBUONI
Dott. Rinaldo POLLAK
Prof. Adriano Valerio ROSSI
Prof. Gianluigi ROSSI

Rappresentanti delle amministrazioni statali

Prof. Carlo Giovanni CERETI (Ministero Pubblica Amministrazione e Innovazione)
Amb. Umberto VATTANI (Ministero degli Affari Esteri)
Prof. Giuseppe PARLATO (Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
Dott. Peter Cesare GLIDEWELL (Ministero Istruzione, Università e Ricerca)

Consiglio Scientifico

Prof. Alberto ANTONIOTTO (Università di Torino)
Prof. Giorgio BANTI (Università di Napoli “L’Orientale”)
Prof. Barbara BARICH (Università di Roma “La Sapienza”)
Prof. Sandro BONDI’ (Università della Tuscia)
Prof. Pierfrancesco CALLIERI (Università di Bologna – sede di Ravenna)
Prof. Alessandro CATASTINI (Università di Roma “La Sapienza”)
Dott. Roberto CIARLA (Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”)
Prof. Vittorio COLIZZI (Università di Roma “Tor Vergata”)
Prof. Maria Vittoria FONTANA (Università di Roma “La Sapienza”)
Prof. Tiziana LIPPIELLO (Università di Venezia “Ca’ Foscari”)
Prof. Marco MANCINI (Università della Tuscia)
Prof. Paolo MARRASSINI ( Università degli Studi di Firenze)
Prof. Mario MICHELI (Università degli Studi “Roma 3″)
Prof. Liliana MOSCA (Università degli Studi di Napoli “Federico II”)
Prof. Antonio PALMISANO (Università degli Studi di Trieste)
Prof. Antonio PANAINO (Università di Bologna – sede di Ravenna)
Prof. Fabio SCIALPI (Università di Roma “La Sapienza”)
Prof. Francesco SFERRA (Università di Napoli “L’Orientale”)
Prof. Nicola TORALDO SERRA (Università di Roma “La Sapienza”)
Prof. Alberto VENTURA (Università di Napoli “L’Orientale”)

Collegio dei revisori dei conti

Dott. Giovanni CAPOBIANCO (Ministero dell’Economia e delle Finanze)
Dott. Giovanni CIALONE (Effettivo – Assemblea dei Soci)
Dott. Fabio Massimo TRINCIA (Effettivo – Assemblea dei Soci)
Dott. Valerio TRINCIA (Supplente – Assemblea dei Soci)

La sede

IsIAO - Istituto Italiano per l'Africa e l'OrienteIsIAO – Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente
Via U. Aldrovandi, 16
00197 Roma
Italia

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