Tagikistan

Missione etno-linguistica ed archeologica “Valle dello Yaghnob”, Tagikistan
Anno di inizio: 2008
Direttore responsabile: Antonio C.D. Panaino, iranista
Birgit Costazza, specialista in lingua iranica
Paolo Delaini, iranista e farmacista
David Di Mattia, chirurgo
Lisa Forasacco, ostetrica
Andrea Gariboldi, numismatico
Daniele Guizzo, linguista
Fabio Lugoboni, medico
Maurizio Missana, medico
Sandra Mondini, medico
Paolo Ognibene, linguista
Marta Passarelli, archeologa
Eric Phalippou, etno-antropologo
Alessandro Rasini, geologo
Finanziamenti: IsIAO; Ministero degli Affari Esteri, DGPCC Uff. V; Dipartimento di Archeologia, Università di Bologna
Accordi: Accademie delle Scienze del Tagikistan
sito web correlato: www.isiaora.it
Si intende sia proseguire la raccolta di dati linguistici, in particolare racconti e proverbi, ed etnologici sia verificare i dati toponomastici raccolti durante la precendente missione.
Si prevede, inoltre, di continuare la ricognizione archeologica e di eseguire il rilevamento a contatto delle superfici incise individuate lo scorso anno.
Infine in collaborazione con i partner tagichi e con i capi dei vari villaggi, si proseguirà nell’opera umanitaria sia medico-sanitaria che di supporto all’alfabetizzazione.
Gli yaghnobi sono l’ultimo popolo iranico dell’Asia Centrale a parlare ancora un dialetto imparentato con il sogdiano, la lingua franca della Via della Seta. Dopo la loro deportazione forzata avvenuta nel 1970 sulla base di una pianificazione organizzata dalla Repubblica Socialista del Tagikistan ed il rientro di circa 500 persone nella Valle omonima durante la recente guerra civile (1992-1997), l’entia yaghnobi versa in difficoltà di diverso genere e di concerto ne soffre particolarmente anche lo stato di conservazione della loro lingua e delle loro tradizioni.
Inoltre la Valle si trova in una posizione geografica così particolare da essere sostanzialmente isolata dalla neve per circa sette mesi all’anno e la popolazione che attualmente vi abita non ha alcun mezzo di collegamento con il mondo esterno, non esiste servizio medico-sanitario, né farmacia o elisoccorso. Attualmente anche il sistema scolastico è in progressivo disfacimento e l’analfabetismo sta riguadagnando terreno.
È in tale scenario che si inserisce la Missione dell’IsIAO che oltre ad attività di carattere prettamente scientifico svolge di fatto una sorta di azione umanitaria che però si inserisce in una visione della tutela dei beni etno-culturali presi nella loro totalità (dai monumenti archeologici e architettonici, al patrimonio linguistico e letterario, alle condizioni di vita e sviluppo).
La ricerca scientifica comprende, innanzitutto, un’indagine di carattere linguistico, si intende quindi per il 2009 raggiungere tutti i villaggi della Valle per completare la raccolta dei dati linguistici con il duplice obiettivo di delineare un quadro completo dello “stato di salute” della lingua e raccogliere nuovo materiale orale (favole, proverbi, canzoni, ecc.) per proseguire poi con la redazione di una carta geolinguistica della Valle dello Yaghnob.
Contemporaneamente riprenderà la ricerca etno-culturale ed etno-religiosa che prevede la visita e la schedatura sistematica di santuari, mosche e cimiteri islamici.
Si intende, inoltre, sia completare la ricognizione archeologica dell’area sia proseguire lo studio di uno dei siti individuati l’anno precedente. Un altro team di ricerca procederà invece al disegno e studio delle incisioni rupestri che si sono rilevate numerosissime soprattutto lungo una direttiva ben precisa, quella del passo di Surkha verso la valle dello Zerafshan.
Infine, a causa della situazione di totale abbandono medico-sanitario della Valle e considerata la natura multidisciplinare della Missione non si può prescindere dal fornire un intervento umanitario. Tale intervento, forzatamente occasionale nel corso della prima Missione, si sta configurando in modo sempre più organico e strutturato al fine di essere maggiormente incisivo e fruttuoso nel tempo. Quindi anche nel 2009 ci saranno medici e farmacisti che oltre a fornire un servizio di primo soccorso e visita medica intende proseguire nell’intervento di educazione sanitaria.
Antonio Panaino
Basello, G.P., D. Guizzo & P. Ognibene, eds. (2008) Sulla punta di uno spillo. Rapporto scientifico sulla prima missione etnolinguistica nella Valle dello Yaghnob (Repubblica del Tagikistan), 31 Luglio 2007 – 23 Agosto 2007, con uno studio monografico di Antonio C.D. Panaino. Università di Bologna & Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente. Ravenna-Milano.
Delaini, P. (2008) A Small-Scale Pharmacy at Gharmen – 2800 m in Tajikistan Mountains. In A.C.D. Panaino, ed., A scuola di pace, II. Nuove risposte alle sfide autoidentitarie, economiche e giuridiche del XXI secolo, con la collaborazione di Gian Pietro Basello, Fabio Martelli e Paolo Ognibene, pp. 105-114. Mimesis & Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente Emilia-Romagna. Milano.
Guizzo, D. (2008) I Tagichi delle montagne: due testimonianze degli anni ’20. In A.C.D. Panaino, ed., A scuola di pace, II. Nuove risposte alle sfide autoidentitarie, economiche e giuridiche del XXI secolo, con la collaborazione di Gian Pietro Basello, Fabio Martelli e Paolo Ognibene, pp. 179-185. Mimesis & Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente Emilia-Romagna. Milano.
Panaino, A.C.D. (2008) A proposito della Missione dell’Università di Bologna nella Valle dello Yaghnob. In A.C.D. Panaino, ed., A scuola di pace, II. Nuove risposte alle sfide autoidentitarie, economiche e giuridiche del XXI secolo, con la collaborazione di Gian Pietro Basello, Fabio Martelli e Paolo Ognibene, pp. 253-255. Mimesis & Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente Emilia-Romagna. Milano.
Passarelli, M. (in stampa) Rock Engravings in the Yaghnob River Valley (Tajikistan): A Preliminary Study. In L.M. Olivieri, ed., Pictures in Transformation: Rock-Art Research from Central Asia to the Subcontinent, con la collaborazione di Laurianne Bruneau e Marco Ferrandi. Archaeopress-BAR.
Phalippou, E. (2008) Le jour où le jeune Yakûb souilla un drapeau italien. In A.C.D. Panaino, ed., A scuola di pace, I. La pace come mestiere, con la collaborazione di Gian Pietro Basello, Fabio Martelli e Paolo Ognibene, pp. 263-276. Mimesis & Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente Emilia-Romagna. Milano.







