Tamna 2 copMissione archeologica Italiana a Tamna, Repubblica dello Yemen

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Anno di inizio: 1999

Direttore responsabile: Alessandro de Maigret, archeologo

Sabina Antonini, archeologa
Francesca Ceci, archeologa
Giuseppina Stela, disegnatrice

Finanziamenti: IsIAO; Ministero degli Affari Esteri, DGPCC Uff. V; Debt Swao Fund Yemen

Accordi: General Organization for Antiquities and Museums, Yemen; Maison de la Méditerranée, Aix-en-Provence, Francia

Programma attività 2009
Il programma di ricerche a Tamna terminerà con quest’ultima campagna. Infatti si è ormai giunti alle fasi conclusive dell’intervento archeologico italiano in questo importante centro dell’antico Qataban. Si prevede quindi di completare l’allestimento espositivo del Museo, costruito con i fondi della Missione a partire dal 2003, e avviare la pubblicazione di quattro volumi con i rapporti di scavo.

Presentazione attività

Dal 1999 la Missione Archeologica Italiana in Yemen, diretta da Alessandro de Maigret, porta avanti, nel quadro di un “Programma di Ricerche in Qataban” condotto insieme alla Missione Epigrafica Francese diretta da Christian Robin, una serie di scavi sistematici a Tamna‘ (odierna Hajar Quhlân), antica capitale del Regno del Qatabân, citata da Plinio come la città commerciale d’Arabia da cui partiva per il Mediterraneo la famosa “carovaniera dell’incenso”. Nelle sei campagne compiute tra il 1999 ed il 2004, si è messo in luce un vasto edificio templare (Tempio di Athirat), si è scavata gran parte del foro commerciale della città (la famosa “Piazza del mercato”, al centro della quale si trova una grande stele che reca, iscritte, le leggi che regolavano il mercato cittadino), si è rimesso in luce il “Palazzo/tempio” al centro della città (già scavato all’inizio degli Anni 1950 dagli archeologi della American Foundation for the Study of Man) e, infine, si sono scavate alcune tombe nella vicina necropoli della città (sito di Hayd Ibn ‘Aqîl). Quattro successive campagne di studio hanno consentito di portare a termine l’analisi delle numerosissime ceramiche, statue e bronzi (S. Antonini), e delle tante iscrizioni (M. Arbach) rinvenute sul sito. I rapporti di scavo sono in corso di pubblicazione. La Missione dell’IsIAO ha inoltre costruito sull’antica città un Museo di Tamna‘, destinato ad ospitare sia i più significativi oggetti da essa scoperti, sia quelli rinvenuti in passato ed attualmente conservati in due musei della provincia di Shabwa (‘Ataq e Bayhân al-Qasab).

Il tempio di Athirat
Il tempio, situato sul margine NO della città, era a pianta rettangolare con piccoli ambienti allineati lungo i lati ed un’ampia corte al centro. L’accesso al piano rialzato dell’edificio avveniva tramite una monumentale scalinata sormontata da pilastri e fiancheggiata da due scale minori piegate a gomito. Il tempio fu in uso tra il IV sec. a.C. ed il I sec. d.C. Le numerose iscrizioni rinvenute ne riportano il nome (Yashshal) e quello della sua divinità tutelare (la dea Athirat, divinità patrona della vicina città di Haribat). Sotto il limite orientale dell’edificio si è rinvenuto un pozzo più antico incluso in un’elegante struttura circolare in calcare che serviva da fonte. Il fatto che questa fonte (databile al V sec. a.C.) avesse lo stesso nome del tempio indica la lunga tradizione del culto di Athirat in questa zona della città. Accanto al tempio, a sud, la Missione ha inoltre scoperto una costruzione ipostila a tre navate che, data la presenza di numerose banchette intonacate, destinate forse a sostenere oggetti di culto, doveva essere collegata alla funzione del tempio principale. Le numerose iscrizioni rinvenute sono preziose per le informazioni che ci danno sul culto di Athirat e, soprattutto, per la ricostruzione delle dinastie reali qatabanite.

La piazza del Mercato
Gli scavi hanno dimostrato che la “Piazza del Mercato”, di forma ovale, era circondata da lussuose ville e abitazioni private. Con la quarta campagna di scavi si è completata la scopertura di tutto l’emiciclo orientale della piazza (quello cioè che si trova più vicino alla stele iscritta), mettendo in luce 10 edifici allineati e separati da strette viuzze. Queste strade erano bloccate da spessi muri, come ad impedire un accesso indiscriminato alla piazza; solo in un caso (verso Est) una strada più ampia risulta libera: da qui doveva avvenire l’accesso ufficiale al mercato, e ciò conferma quanto si può leggere nel testo della stele, e cioè che le attività commerciali a Tamna‘ erano strettamente controllate e regolamentate. Le case sono imponenti. Costruite su alti e robusti basamenti in granito (sui quali si accedeva tramite scalinate), avevano due o più piani costruiti in legno e mattoni crudi. Le piante, a disegno fisso (tripartite, con corridoio centrale, ambienti laterali e scala per i piani superiori sul fondo) sono peculiari dell’Arabia meridionale, anche se alcuni paralleli potrebbero vedersi nelle case israelite della Palestina dell’età del Ferro. La ceramica e le iscrizioni di fondazione indicano che il quartiere fu costruito a partire dal IV sec. a.C. e che restò in uso sino al I-II sec. d.C., quando una violenta distruzione interruppe per sempre la vita della città.

Il “Grande Tempio” (o “Palazzo reale”)
Questa colossale costruzione rettangolare (m 48×37), che si trova al centro della città, era stata scavata dalla Missione americana guidata da W. Phillips all’inizio degli Anni 1950 e battezzata “TT1” (Timna Temple 1). Essa consiste di un basamento quadrangolare – ad est – in enormi blocchi megalitici (A), caratterizzato da contrafforti e rientranze, e di una corte rettangolare porticata – a ovest – (B), alla quale sono annessi dei magazzini. La comunicazione tra le due unità costruttive avveniva tramite un’ampia, breve scala sormontata da un prostilo con otto pilastri, che dalla corte saliva verso l’edificio A. Alla corte B si accedeva tramite una grande scala monumentale situata sul suo lato nord. L’interpretazione del grande edificio come tempio dedicato alla divinità suprema sudarabica (Athtar), è stata in seguito messa in dubbio e fra gli studiosi vi è ormai la propensione a considerarlo come l’antico palazzo reale.

Dopo più di 50 anni, la sabbia aveva in gran parte cancellato questo spettacolare monumento e così la Missione Italiana decise di intervenire con una nuova campagna di scavi (2005) che, oltre che a riportarlo in luce, ha consentito di ricavare qualche utile contributo per le tanto dibattute questioni sulla sua funzione e la sua cronologia. Così, ad esempio, il rinvenimento di una vasta area lastricata sul piano cittadino, a ridosso del lato nord della costruzione (in cui si trovano un grande bacino monolitico in calcare, un altare circondato da una canaletta per l’acqua e un pozzo a bocca quadrata), che potrebbe essere stata utilizzata per fini ablutori, e quindi cultuali, farebbe identificare l’edificio con un tempio, più che, come si è spesso sostenuto con un palazzo. Così, anche, il rinvenimento di alcuni vasi da provviste in uno dei magazzini consente di confermare, data la ben nota tipologia, una datazione del TT1 compresa tra il IV a.C. ed il I sec. d.C. (e non tra l’VIII ed il VI sec. a.C., come sostenevano gli archeologi americani).

La necropoli di Hayd Ibn ‘Aqîl
Anche la necropoli di Tamna‘, che è situata sul lato occidentale della vicina collina di Hayd Ibn ‘Aqîl, fu investigata dalla Missione americana (campagne 1950 e 1951). Ma, se si escludono una pubblicazione che presenta i bellissimi oggetti di corredo (soprattutto statue e stele in alabastro) e un’altra con lo studio delle epigrafi, non abbiamo purtroppo alcun rapporto finale di quegli scavi. Soltanto oggi, grazie alle indagini della Missione italiana del 2003 e 2004 (dirette da Sabina Antonini), si cominciano ad avere i primi dati sull’architettura delle tombe, sull’organizzazione planimetrica della necropoli e sul costume funerario.

Le tombe, concepite per deposizioni multiple, consistono (almeno nella loro articolazione più completa) di una camera rettangolare costruita in blocchi di granito, dove un corridoio centrale separa due file di strette camere sepolcrali in cui i defunti venivano tumulati in colonna, separati in singoli loculi da lastre di scisto.

Le primitive costruzioni venivano via via ampliate grazie all’aggiunta di nuove strutture addossate alle precedenti. La caratteristica principale di questa necropoli, quindi, consiste nel fatto che non vi sono mausolei isolati, ma, al contrario, nuove tombe venivano costruite addosso alle vecchie, di cui sfruttavano i muri perimetrali. Come risultato di questa giustapposizione di tombe, si ha una necropoli articolata in insulae funerarie legate tra loro da una rete di strade. Si ha così una sorta di “città dei morti”, la cui struttura urbanistica, tuttavia, resta ancora da determinare. Alcune tracce di tessuto rinvenute in una tomba fanno pensare che i cadaveri fossero deposti nei loculi avvolti in un sudario. Accanto ad essi erano deposti i corredi funerari e gli oggetti di identificazione personale. Accanto ai resti scheletrici, si sono rinvenuti, infatti, oggetti in miniatura, vasi in terracotta, stele e ritratti funerari.

Alessandro de Maigret

Produzione bibliografica

de Maigret, A. (2003a) Tamna‘, Ancient Capital of the Yemeni Desert. Information about the First Two Excavation Campaigns (1999, 2000). In M. Liverani, ed., Arid Lands in Roman Times. Papers from the International Conference (Rome, July, 9th-10th 200), pp. 135-40. Roma.
de Maigret, A. (2003b) Ricerche italo-francesi nell’antico Qatabân (Arabia del Sud). Risultati delle prime quattro campagne di scavo a Tamna‘ (1999-2002). In M.V. Fontana & B. Genito, eds., Studi in onore di Umberto Scerrato in occasione del suo settantacinquesimo compleanno, pp. 259-70. Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Dipartimento di Studi Asiatici, Series Minor, LXV. Napoli.
de Maigret, A. (2004) New Stratigraphical Data for the Ancient Chronology of Tamna‘. In A.V. Sedov, ed., Scripta Yemenica. South Arabian studies in honour of Prof. Mikhail Borisovich Piotrovskij, pp. 242-56. Moscow 2004.
de Maigret, A. (2005a) The Italian Archaeological Mission: An Appraisal of 25 Years Research (1980-2004). YICAR Papers, 2. San‘â-Napoli.
de Maigret, A. (2005b) Some Reflections on the South Arabian bayt. Archäologische Berichte aus dem Yemen, X, pp. 101-109.
de Maigret, A. (2005c) Recent Discoveries in the ‘Market Square’ of Tamna‘. In A.V. Sedov & I.M. Smilianskaia, eds., Arabia Vitalis. Studies on Arab Orient, Islam and Ancient Arabia in Honour of V. V Naumkin, pp. 346-53. Moskow.
de Maigret, A. (forthcoming) Some Considerations on the Chronology of Tamna‘. In S. Weninger, ed., Festschrift Walter W. Müller zum 70. Geburtstag. Marburg.
de Maigret, A. & Ch.J. Robin (2006) Tamna‘, antica capitale di Qatabân / Tamna‘, capitale antique de Qatabân. YICAR Papers, 3. San‘â-Napoli.
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