Turchia

Scavo archeologico del sito di Hibermerdon Tepe, Turchia
Anno di inizio: 2003
Direttore responsabile: Nicola Laneri, archeologo
Karen Aben, restauratrice
Remi Berthon, archeozoologo
Güner Coskunsu, archeologa
Anke Cross, geomorfologa
Anacleto d’Agostino, archeologo e specialista nello studio della ceramica
Guido Guarducci, disegnatore
Francesca Gulli, database manager
Cettina Idonea, database manager
Metin Kartan, archeologo specialista del Paleolitico
Natalie King, archeologa
Dearya Pabuccu, assistente restauratrice
Mark Schwartz, archeologo
Jason Ur, specialista della prospezione territoriale
Joshua Wright, archeologo
Nathaniel Amdur-Clark, studentessa
Lorenzo Biazzo, studente
Lorenzo Crescioli, studente
Ilaria de Aloe, studentessa
Isilay Gürsü, studentessa
Emily Louise Hammer, studentessa
Lindsey Clarie Knol, studentessa
Ece Sayram Okay, studentessa
Serdar Ona, studente
Umut Parliti, studente
Adam Stack, studente
Finanziato: IsIAO; Ministero degli Affari Esteri, DGPCC Uff. V; Università di Catania; Brennan Foundation; Grand Valley State University; Harvard University; Sheraton Catania
Accordi: Museo Archeologico di Diyarbakir
Apertura di nuove aree di scavo nella città alta (Acropoli) dove la scoperta delle strutture architettoniche dell’Edificio Complesso del Bronzo Medio (c. prima metà del II millennio a.C.) hanno chiarito che i più importanti dati archeologici provengono da questo settore. Le nuove aree di scavo, insieme con la continuazione dello scavo dell’Edificio Complesso, permetteranno di capire meglio l’effettiva estensione e la tipologia di strutture architettoniche riconoscibili nell’Acropoli.
Si prevede anche la continuazione delle attività di ricognizione di superficie ed analisi geomorfologica dell’area intorno al sito (c. 50 kmq) finalizzate alla comprensione del rapporto tra il sito e il suo territorio durante il corso dei millenni e lo studio delle tipologie di sussistenza economica utilizzate dalle popolazioni che hanno abitato la regione. Per raggiungere questi obiettivi si utilizzerà una commistione di ricognizione intensiva (camminamento per tutta l’area) e studio delle immagini satellitari (Icomos).
Proseguiranno inoltre sia lo studio sia il restauro dei materiali antropici messi in luce durante lo scavo archeologico. Grazie alla collaborazione tra il nostro laboratorio e i restauratori del Museo Archeologico di Diyarbakir aumenterà lo scambio di know-how con il personale locale.
home page della missione/sito correlato: www.gvsu.edu/hirbemerdontepeproject
Hirbemerdon Tepe è situata sulla riva destra dell’alto Tigri nell’Anatolia sudorientale (Turchia) a circa 40 km ad est di Bismil nella provincia di Diyarbakır. Il sito – esteso c. 10,5 ettari con altitudine, nel suo punto massimo, di 610 m sul mare – domina l’intera valle creata dalla confluenza dei fiumi Batman Su e Tigri. Limitato sul lato orientale dal letto del Tigri è stato a nord eroso da un moderno canale di irrigazione. Infine, le montagne Tur ‘Abdin separano la regione dall Jezira siriana.
A Hirbemerdon Tepe gli antichi insediamenti furono costruiti sulla cima di una formazione geologica del Pleistocene che caratterizza l’intera regione. Inoltre, la mappa topografica di Hirbemerdon rileva l’importanza che la naturale struttura dell’altopiano ebbe nella creazione dell’antico sito. Nel corso delle prime due stagioni, gli archeologi sono riusciti a distinguere tre aree principali di occupazione:
- La sommità della collina e dintorni (Acropoli), occupante un totale di c. 4 ettari di estensione del sito;
- Una cittadella esterna di c. 3,5 ettari, che sul lato meridionale è nettamente separata dalla collina da una naturale e ripida roccia che in alcuni tratti appare scavata in forma di larghi gradini. Il confine orientale è definito dal Tigri, mentre quello settentrionale è difficilmente deducibile a causa di un moderno wadi;
- La cittadella bassa di c. 3 ettari, che è situata nell’area nord-occidentale del sito, separata dalla collina da una formazione di roccia naturale ed è caratterizzata da insediamenti temporanei.
Relativamente alla fasi cronologiche, il sito fu occupato nel:
- Calcolitico (IV millennio a.C.). Caratterizzato da Chaff-Faced Ware e qualche disseminata traccia architettonica nella cittadella esterna e sulla sommità della collina (Acropoli).
- Età del Bronzo Antico II (secondo quarto del III millennio a.C.). Questa fase è riconoscibile solo lungo il settore orientale dell’Acropoli (Area E) ed è caratterizzata da strutture architettoniche abitative. La ceramica è segnata da una produzione locale (ceramica brunita), da esempi di Metallic Ware, Fine Ware e Ninivite V che raccordano la cronologia relativa del sito a quella di altri insediamenti della Mesopotamia settentrionale.
- Età del Bronzo Antico IV (inizi III millennio a.C.). Questa fase è contrassegnata dalla presenza di Dark Rimmed Orange Bowls e da elementi architettonici, in pessimo stato di conservazione, nella cittadella esterna (Area B) e sulla sommità della collina (Acropoli, Area A).
- Età del Bronzo Medio I-II (cal. 2010-1464 a.C.). Questa è la più importante fase archeologica di Hirbemerdon Tepe ed è caratterizzata dall’architettura monumentale dell’Acropoli (l’Edificio complesso dell’Area A), dalla presenza di depositi di ceramica locale (es., Red Brown Wash Ware) così come di categorie di ceramiche attestanti influenze straniere (es., pseudo-Khabur Painted Ware), di numerosi utensili ed oggetti cerimoniali (es., placche votive di argilla decorata). Inoltre, è durante questo periodo che il crescente scambio di materie prime (quali ad esempio, rame, stagno, tessuti, vino, avorio, pietre preziose) tra Mesopotamia, Anatolia, Iran e le regioni del Golfo Persico e regioni comportò una crescente densità di siti nel Vicino Oriente.
- Età del Bronzo Tardo (ca. 1500-1300 a.C.). Questo periodo è contraddistinto da una ri-occupazione parziale dell’Edificio complesso del Bronzo Medio e dalla presenza di ceramica finemente decorata (later Khabur Ware e Nuzi Ware).
- Età del Ferro (prima metà del I millennio a.C.). Dopo un periodo di breve abbandono durante il Bronzo finale, Hirbemerdon Tepe fu rioccupata durante l’Età del Ferro. Questa fase archeologica include a sua volta tre fasi (prima età del Ferro; periodo Neo-assiro; periodo post-Neo-assiro/Ellenistico) che sono riconoscibili sia dai locali depositi ceramici (es., Grooved Ware) sia dagli elementi esogeni.
- Periodo Medievale e Ottomano. Un ultimo insediamento si è verificato tra il XIII secolo d.C. e i tempi moderni.
Prospezione territoriale
Dal 2007 una squadra di archeologi, diretta dal dott. Jason Ur (Harvard University), si è concentrata sull’esecuzione di un sondaggio della zona circostante il sito di Tepe Hirbemerdon per un’estensione di 48 chilometri quadrati. In tal modo, la squadra ha svolto un intenso studio di tutta l’area che comprende sia le terrazze del fiume, adatte all’agricoltura, sia le zone montane che sono invece utilizzate dalla comunità pastorale e dai cacciatori.
L’indagine ha portato alla luce 92 siti che includono sia insediamenti temporanei nelle zone montane sia quelli più stanziali sulle terrazze del fiume. Obiettivi di tale ricognizione di superfice sono la comprensione del rapporto tra il sito e il suo territorio durante il corso dei millenni e lo studio delle tipologie di sussistenza economica utilizzate delle popolazioni che hanno abitato le regioni nel corso del tempo.
Prospezione gradiometrica
Nel 2004 un gruppo di scienziati dell’Università Dokuz Eylul di Izmir ha sottoposto a prospezione gradiometrica una piccola area della collina (Acropoli) e l’intera cittadella esterna. Questi sondaggi hanno rivelato con successo i profili di anomalie collegabili a pareti perpendicolari di calcare od a fondazioni di strutture architettoniche delle aree suddette. In particolare, nell’Acropoli queste anomalie possono essere chiaramente associate con il complesso architettonico dell’età del Bronzo.
Conservazione e restauro
La Missione avviò nel 2005 un programma preliminare di restauro dei manufatti venuti alla luce durante lo scavo archeologico. Il lavoro, svolto sia nel laboratorio su campo che presso i locali del Museo Archeologico di Diyarbakir, si è concentrato sulla ricomposizione della ceramica, sulla pulizia e stabilizzazione dell’argilla, di artefatti in rame e di altri piccoli reperti selezionati dalle autorità governative turche al preciso scopo di musealizzare tali reperti presso il locale museo.
L’esperienza maturata nel 2005 ha fornito le basi per lo sviluppo di un più complesso ed organico progetto, nel quale è prevista, e già in parte avviata, la costituzione di un archivio informatico dei dati archeologici corredati da fotografie.
Insieme alla conservazione ed al restauro dei manufatti, si prevedono anche obiettivi a lungo termine quali la possibilità di preservare il sito che, con il completamento della diga di Ilisu, rischia di essere sommerso e di fornire formazione agli archeologici e studenti locali in uno scambio continuo di know-how.
Ringraziamenti
Vogliamo ringraziare il Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia per il suo sostegno e per aver permesso il nostro lavoro a Hirbemerdon Tepe. Un ringraziamento particolare va alla signora Nilufer Babacan che attualmente dirige il progetto Ilisu Dam Rescue. Il progetto è stato congiuntamente pianificato con il Museo Archeologico di Diyarbakır e al suo personale scientifico (Mehmet Arif Bilici, Nevin Soyukaya e Şeref Yumruk) va il nostro più sentito riconoscimento.
Uno speciale ringraziamento per il successo delle stagioni di scavo archeologico a Hirbemerdon Tepe è rivolto anche all’Ambasciata di Italia ad Ankara e al Consolato di Izmir, a 7. Kolordu Komutanlıgı Diyarbakır, a Emniyet Genel Müdürlügü Yabancılar Subesi, alle persone di Ahmetli, luogo dove noi alloggiavamo e, soprattutto, a tutti gli operai senza i quali questo progetto non sarebbe possibile.
Inoltre la missione archeologica è stata resa possibile grazie ai finanziamenti dell’IsIAO, del Ministero degli Affari Esteri, del CNR, della Grand Valley State University, della Harvard University, della Curtiss e Mary G. Brennan Foundation e di altre donazioni private.
Nicola Laneri
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